Il selenio - un elemento prezioso per la tiroide

Il selenio - un elemento prezioso per la tiroide

04.02.14 17:14

Il selenio rappresenta insieme allo iodio un elemento fondamentale per il funzionamento della tiroide. A cosa serve, cosa comporta la sua carenza e come integrarlo con l'alimentazione.


La tiroide - Cos'è e a cosa serve?

La tiroide è una ghiandola dell’organismo situata sulla laringe. La sua funzione è la produzione degli ormoni tirodei T3 e T4 a di calciocistina. Gli ormoni tiroidei entrano in circolo nel sangue e vanno a regolare numerosissime funzioni nell’organismo in particolare quelle del metabolismo basale modulando ad esempio la produzione del calore nel corpo, la sintesi proteica e l’utilizzo di ossigeno da parte dei tessuti. Influiscono inoltre sulla funzione del miocardio e durante l’infanzia regolano lo sviluppo del sistema nervoso (un ipotiroidismo in questa età determina un deficit a livello cerebrale). La calcio cistina invece regola il metabolismo del calcio.
Affinché la tiroide funzioni correttamente sono necessari due oligoelementi assunti attraverso l’alimentazione: lo iodio e il selenio. Mentre l’importanza dello iodio è molto conosciuta, una minore attenzione è stata prestata finora al ruolo importantissimo del selenio, a maggior ragione se si considera la sua scarsa presenza in alimenti di consumo quotidiano e la sua necessaria integrazione.

Il selenio e la sua importanza per la tiroide

Il selenio è un oligoelemento dal potere antiossidante che regola il funzionamento di numerosi enzimi, chiamati seleno-proteine, di cui i più importanti espletano la loro funzione all’interno della tiroide.

La glutatione-perossidasi è un’importantissima seleno-proteina che permette la sintesi dell’ormone tiroideo T4 (tiroxina) in T3 (triiodotironina). Riveste inoltre un ruolo chiave nella lotta ai radicali liberi in tutto l’organismo e in particolare nella tiroide dove gioca un ruolo decisivo nella protezione delle cellule tiroidee nei confronti dei radicali liberi generati dai processi chimici necessari alla sintesi della tireoglobulina.

La iodiotironina deiodinasi è costituita da una famiglia di enzimi detti desiodasi (D1, D2, D3) che modulano l’attivazione degli ormoni tiroidei nei diversi organi. In questa funzione la presenza di selenio in una sufficiente quantità nel plasma è decisiva per il funzionamento di questi enzimi.

La tioredoxina reduttasi contrasta lo stress ossidativo.



Carenza di selenio e ipotiroidismo

Diversi studi hanno messo in evidenza una correlazione fra ipotiroidismo e carenza di selenio. Bassi livelli di selenio infatti porterebbero ad una ridotta produzione di ormoni tiroidei: l’aumento dello stress ossidativo nella tiroide dovuto a carenza di selenio determinerebbe infatti un attacco dei tessuti tiroidei da parte dei radicali liberi. La tiroide sarebbe non sarebbe pertanto più in grado di espletare appieno la sua funzione. Questa condizione di ridotta produzione di ormoni tiroidei nel corso del tempo condurrebbe infine ad uno stato di ipotiroidismo.

Si suppone inoltre che la carenza di selenio insieme a quella di vitamina D e omega-3 sia la causa dello sviluppo della tiroidite autoimmune (Tiroide di Hashimoto).

A completamento o in alternativa della terapia ormonale in caso di tiroidite autoimmune si consigliano 100-300µg di selenio al giorno.

Il selenio nell'alimentazione


Nel corso del tempo è stata riscontrata sempre una maggiore tendenza al deficit di selenio, soprattutto nei Paesi occidentali. Si suppone che questa carenza sia determinata da una minore reperibilità di selenio negli ortaggi a causa degli attuali metodi di coltivazione degli alimenti. In genere inoltre la quantità di selenio nella frutta e nella verdura è di gran lunga inferiore rispetto a carne e pesce, alimenti che a livello salutistico tuttavia non possono essere consumati quotidianamente. L’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione riporta il fegato di bovino come l’alimento più ricco di selenio con 145 µg/100g , a seguire tonno, sardine, aragosta, cozze, sogliola, triglia ed altre carni. La prima verdura a fare la comparsa nella tabella sono i fagioli con appena 16 µg/100g .

Le bacche di goji che non vengono menzionate nella suddetta tabella contengono per contro 50 µg/100g e rappresentano in questo senso un buon integratore di selenio nella nostra alimentazione.
Proprio in virtù del loro elevato contenuto di selenio, le bacche di goji sono sconsigliate durante gravidanza e allattamento.

Fonti:
Andrioli M. Dott., Selenio e tiroide, endocrinologiaoggi.it, 11-2011.
Lünow R. Dott., Hashimoto-Thyreoiditis (Schilddrüsenentzündung), lunow.de.
Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, Tabella di composizione degli alimenti, inran.it


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